Contents
- 1 Cos’è il Bonus mobili 2026 e chi può richiederlo
- 2 Cosa prevede la legge 2026: importi, percentuali e limiti
- 3 Spese ammesse con il Bonus mobili
- 4 Bonus mobili e seconde case: è possibile accedere all’agevolazione?
- 5 Gli altri Bonus Casa 2026 collegati al Bonus mobili
- 6 Come richiedere il Bonus mobili 2026 passo dopo passo
- 7 Bonus mobili novità 2026: cosa cambia rispetto al 2025
- 8 Conclusione: conviene davvero sfruttare il Bonus mobili 2026?
- 9 FAQ – Bonus mobili 2026
- 9.1 Chi può beneficiare del Bonus mobili 2026?
- 9.2 Il Bonus mobili 2026 vale anche per le seconde case?
- 9.3 Quali mobili si possono acquistare con il Bonus mobili 2026?
- 9.4 Il bonus include anche gli elettrodomestici?
- 9.5 È obbligatoria la comunicazione ENEA per il Bonus mobili?
- 9.6 Come si effettua il pagamento per ottenere il bonus?
- 9.7 Quali sono i limiti di spesa per il Bonus mobili 2026?
- 9.8 È possibile usare il Bonus mobili senza ristrutturazione?
- 9.9 Posso accedere al bonus se utilizzo lo sconto in fattura per la ristrutturazione?
Cos’è il Bonus mobili 2026 e chi può richiederlo
Il Bonus mobili 2026 è una detrazione fiscale confermata dalla Legge di Bilancio per l’anno in corso, che consente ai contribuenti di ottenere una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, a condizione che tali acquisti siano collegati a interventi di ristrutturazione edilizia.
L’agevolazione si inserisce nel più ampio quadro dei Bonus Casa 2026, ed è destinata a incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare, promuovendo contestualmente l’ammodernamento degli arredi e l’adozione di elettrodomestici ad alta efficienza energetica.
In cosa consiste e a chi è destinato
Il Bonus mobili 2026 prevede una detrazione del 50% delle spese sostenute, da calcolare su un tetto massimo di spesa che verrà definito con precisione nella versione definitiva della Legge di Bilancio 2026 (attualmente in fase di approvazione parlamentare).
Possono beneficiare dell’agevolazione:
- Persone fisiche soggette all’IRPEF, residenti o non residenti in Italia, a condizione che possiedano o detengano l’immobile oggetto di ristrutturazione;
- Titolari di diritti reali sull’immobile (proprietari, nudi proprietari, usufruttuari);
- Inquilini o comodatari;
- Coniugi e conviventi che sostengono le spese e sono intestatari della fattura.
Requisiti per accedere al bonus
L’accesso al Bonus mobili 2026 è condizionato all’esecuzione di lavori edilizi riconducibili alla categoria della manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, su immobili residenziali (non commerciali o industriali).
Il requisito fondamentale è che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
Pertanto, per ottenere la detrazione è necessario poter documentare l’effettivo avvio dei lavori (con CILA, SCIA, DIA o, nei casi previsti, autocertificazione).
Inoltre:
- I lavori devono riguardare singole unità abitative o parti comuni di edifici residenziali;
- In caso di ristrutturazione su parti comuni, il bonus spetta al singolo condomino in base alla quota di spesa sostenuta per l’acquisto dei beni destinati alle aree comuni.
Legame obbligatorio con ristrutturazione edilizia
A differenza di altri bonus fiscali (come il Bonus verde o il Bonus barriere architettoniche), il Bonus mobili non è autonomo: è accessibile solo se esiste un intervento edilizio documentabile, con data di inizio lavori antecedente all’acquisto dei beni.
Non è sufficiente acquistare mobili o elettrodomestici per ottenere la detrazione: è necessario dimostrare il nesso funzionale tra gli arredi e l’intervento di ristrutturazione, tramite documentazione fiscale e catastale.
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Cosa prevede la legge 2026: importi, percentuali e limiti
La Legge di Bilancio 2026, attualmente in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, conferma la proroga del Bonus mobili anche per l’anno in corso, introducendo alcune modifiche rispetto alle annualità precedenti, in particolare in merito al tetto massimo di spesa detraibile e agli adempimenti richiesti al contribuente.
Di seguito vengono illustrati gli elementi chiave aggiornati alla versione più recente del testo normativo, come da comunicazioni ufficiali del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e dell’Agenzia delle Entrate.
Tetto massimo di spesa detraibile
Per il 2026, il tetto massimo di spesa detraibile per il Bonus mobili è fissato a 5.000 euro per unità immobiliare. Si tratta di una riduzione rispetto all’importo del 2022 (10.000 euro) e alla soglia di 8.000 euro prevista nel 2023 e nel 2024, mantenuta poi anche nel 2025.
Pertanto, il contribuente potrà detrarre:
- il 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 5.000 euro,
- ottenendo una detrazione IRPEF massima pari a 2.500 euro, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.
Importante: il limite di spesa è riferito alla singola unità immobiliare ristrutturata, pertanto in caso di più unità oggetto di lavori edilizi, è possibile usufruire del bonus più volte, nei limiti stabiliti dalla normativa.
Percentuale di detrazione IRPEF
Rimane confermata anche per il 2026 la percentuale di detrazione IRPEF pari al 50%, calcolata sulla spesa complessiva ammessa. La detrazione viene riconosciuta esclusivamente se:
- i pagamenti sono effettuati con modalità tracciabile (bonifico parlante, carta di credito, carta di debito),
- la documentazione fiscale è correttamente intestata al soggetto avente diritto alla detrazione.
Non è invece consentito il pagamento in contanti o tramite assegni.
Modalità di pagamento e documentazione necessaria
Ai fini del riconoscimento della detrazione, è necessario rispettare le seguenti condizioni:
- Pagamento tracciabile: è ammesso esclusivamente l’uso di bonifico bancario o postale parlante, carte di credito o di debito. Il bonifico deve riportare:
- la causale del versamento,
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione,
- il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto fornitore.
- Fattura intestata: la fattura di acquisto deve essere intestata al contribuente che usufruisce della detrazione e contenere una descrizione chiara del bene acquistato.
- Prova dell’inizio lavori: è indispensabile conservare copia della pratica edilizia (CILA, SCIA o altro titolo abilitativo), oppure, nei casi in cui non sia obbligatoria, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti l’avvio degli interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione.
- Altra documentazione da conservare:
- ricevute dei bonifici,
- scontrini fiscali parlanti (per acquisti effettuati con carta),
- certificazioni energetiche (nel caso di elettrodomestici).
Riepilogo tecnico – Bonus mobili 2026
| Voce | Dettagli 2026 |
| Percentuale detrazione IRPEF | 50% |
| Tetto massimo spesa detraibile | 5.000 euro per unità immobiliare |
| Detrazione massima ottenibile | 2.500 euro (ripartita in 10 quote annuali) |
| Tipologia immobili ammessi | Unità abitative (no immobili strumentali) |
| Condizione obbligatoria | Intervento di ristrutturazione in corso |
| Data di inizio lavori | Deve essere anteriore alla data di acquisto di mobili o elettrodomestici |
| Modalità di pagamento accettate | Bonifico parlante, carta di credito, carta di debito |
| Documenti da conservare | Fattura, ricevute pagamento, prova avvio lavori, documentazione catastale |
Spese ammesse con il Bonus mobili
La detrazione fiscale prevista dal Bonus mobili 2026 riguarda esclusivamente le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.
È fondamentale sottolineare che non tutte le tipologie di acquisto sono ammissibili, e che la spesa deve essere documentata da fattura o scontrino fiscale parlante, con pagamento effettuato tramite strumenti tracciabili.
Di seguito vengono illustrate in dettaglio le spese ammesse e quelle escluse, secondo le linee guida ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
Arredi acquistabili (mobili per zona giorno, notte e living)
Sono ammessi al bonus tutti i mobili nuovi destinati a funzioni di arredo essenziali, in particolare:
- Letti, materassi e reti
- Armadi e guardaroba
- Comodini e cassettiere
- Librerie e scaffalature
- Tavoli, sedie e consolle
- Scrivanie e mobili per studio
- Credenze, madie e mobili contenitori per soggiorno
Rientrano nel bonus anche i mobili su misura, se acquistati con regolare fattura e destinati all’arredo dell’immobile ristrutturato. Il montaggio è incluso nella spesa agevolabile.
È importante che i beni siano nuovi: non sono ammessi prodotti usati, rigenerati o provenienti da rivenditori dell’usato.
Elettrodomestici inclusi (con classi energetiche aggiornate)
Il Bonus mobili 2026 consente di detrarre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, purché rientrino nelle seguenti categorie e rispettino i requisiti minimi di classe:
| Elettrodomestico | Classe minima richiesta (2026) |
| Frigoriferi e congelatori | Classe E o superiore |
| Lavatrici, asciugatrici | Classe E o superiore |
| Lavastoviglie | Classe E o superiore |
| Forni | Classe A o superiore |
| Piani cottura elettrici | Nessuna classe richiesta, ma documentazione obbligatoria |
L’acquisto deve essere accompagnato da:
- Scheda tecnica del prodotto
- Etichetta energetica
- Fattura o scontrino parlante
Inoltre, per gli elettrodomestici è obbligatoria la comunicazione ENEA, anche nel 2026, da effettuare entro 90 giorni dalla data di acquisto o installazione.
Cosa non rientra nel Bonus mobili 2026
Non sono detraibili, anche se acquistati contestualmente, i seguenti beni:
- Porte interne o esterne
- Pavimenti, parquet, moquette
- Tende da sole, tendaggi e sistemi oscuranti
- Oggetti decorativi, quadri, specchi
- Mobili da giardino o arredi per esterni
- Arredi per ufficio o attività commerciali
- Elettrodomestici usati o acquistati senza indicazione della classe energetica (se prevista)
Restano inoltre escluse tutte le spese di trasporto non documentate, i servizi accessori non legati al montaggio e gli acquisti in contanti.
Bonus mobili e seconde case: è possibile accedere all’agevolazione?
Sì, il Bonus mobili 2026 può essere utilizzato anche per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati a una seconda casa, purché siano soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla normativa.
Il fatto che l’immobile non sia la prima abitazione non rappresenta un limite, a condizione che:
- sia oggetto di un intervento di ristrutturazione edilizia conforme (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo);
- sia una unità immobiliare ad uso residenziale (categoria catastale da A1 a A11, esclusa A10 – uffici);
- l’acquisto dei beni agevolabili sia successivo all’avvio documentato dei lavori edilizi;
- il pagamento e la documentazione rispettino i requisiti di tracciabilità e conformità (fattura intestata, bonifico parlante o carta, ecc.).
Non rileva la destinazione d’uso dell’immobile ai fini dell’agevolazione, né il fatto che si tratti di un’abitazione saltuariamente utilizzata, purché si tratti di una residenza privata e non strumentale all’attività d’impresa o professionale.
È importante ricordare che il tetto di spesa di 5.000 euro è riferito alla singola unità immobiliare: ciò significa che, in presenza di più seconde case ristrutturate, è possibile fruire più volte del bonus, sempre nel rispetto delle condizioni previste.
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Gli altri Bonus Casa 2026 collegati al Bonus mobili
Il Bonus mobili 2026 non è un incentivo autonomo, ma si inserisce in un ecosistema più ampio di agevolazioni fiscali per la casa, confermate e in parte rimodulate dalla Legge di Bilancio 2026.
Per accedere al bonus mobili è necessario aver avviato un intervento edilizio che dia diritto alla detrazione per ristrutturazione, ma il contribuente potrebbe contemporaneamente beneficiare di ulteriori agevolazioni, se compatibili.
Ecco una panoramica delle principali misure collegate o complementari.
Bonus ristrutturazione
È la detrazione base a cui il Bonus mobili è subordinato.
Confermata anche per il 2026, consente di detrarre il 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su edifici residenziali, fino a un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
L’agevolazione si applica anche a:
- impianti idraulici e termici,
- rifacimento bagni o cucine,
- sostituzione infissi,
- installazione di sistemi antifurto o domotici.
L’avvio di questi lavori è condizione necessaria per richiedere il Bonus mobili.
Bonus barriere architettoniche 2026
Prorogato con alcune limitazioni, il Bonus barriere architettoniche prevede una detrazione del 75%, fino a un massimale variabile in base alla tipologia di immobile, per interventi volti all’eliminazione di ostacoli alla mobilità.
Nel contesto del Bonus mobili, questa misura può essere attivata in parallelo, ma non consente l’accesso diretto all’acquisto di arredi, salvo che questi non rientrino negli interventi strutturali.
Superbonus e Bonus casa green
Il Superbonus è stato oggetto di una profonda revisione. Dal 2026 è riservato a interventi di efficienza energetica su edifici condominiali o a soggetti a basso reddito, con aliquota ridotta al 70% e numerose condizioni aggiuntive.
Non è direttamente collegabile al Bonus mobili, in quanto il Superbonus non prevede la detrazione per arredi. Tuttavia, in caso di interventi congiunti, il contribuente può usufruire del Superbonus per le opere edilizie e del Bonus mobili per l’arredo dell’unità ristrutturata, a patto che ricorrano i requisiti previsti per entrambi i benefici.
Il nuovo Bonus casa green, invece, agevola l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (A o B), ma non prevede detrazioni legate all’arredo.
Come richiedere il Bonus mobili 2026 passo dopo passo
Accedere al Bonus mobili 2026 non richiede la presentazione di una domanda formale, ma è necessario seguire una procedura fiscale ben precisa e rispettare determinati vincoli documentali, temporali e tecnici.
La detrazione viene fruita in sede di dichiarazione dei redditi, ma affinché l’Agenzia delle Entrate riconosca il beneficio, è fondamentale attestare correttamente l’intervento edilizio, la natura della spesa e le modalità di pagamento.
Procedura per accedere alla detrazione
- Avvio dei lavori di ristrutturazione
È necessario che i lavori edilizi siano avviati prima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
In base al tipo di intervento, può essere sufficiente una CILA, SCIA, permesso di costruire o una dichiarazione sostitutiva che attesti l’inizio dei lavori. - Acquisto dei beni agevolabili
Dopo l’avvio dei lavori, si può procedere all’acquisto di:- mobili nuovi destinati all’arredo dell’immobile ristrutturato,
- grandi elettrodomestici con classe energetica conforme (ove richiesta).
- Pagamenti tracciabili
Le spese devono essere effettuate esclusivamente tramite:- bonifico parlante (con causale, codice fiscale e partita IVA),
- carta di credito o debito.
Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o finanziamenti a tasso zero non tracciabili.
- Comunicazione ENEA (solo per elettrodomestici)
Se si acquistano elettrodomestici, è obbligatorio inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla data di acquisto o installazione, tramite il portale ufficiale: bonusCasa2026.enea.it (link ipotetico aggiornato al 2026).
Documenti da conservare e tempi di fruizione
Il contribuente deve conservare tutta la documentazione fiscale e tecnica per almeno 10 anni, in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Documentazione da conservare:
- Fatture di acquisto o scontrini parlanti (con indicazione del bene acquistato e del codice fiscale);
- Ricevute dei bonifici o delle transazioni elettroniche;
- Prova dell’inizio lavori (CILA, SCIA o dichiarazione sostitutiva);
- Comunicazione ENEA (per elettrodomestici);
- Eventuale certificazione energetica del prodotto (etichetta e scheda tecnica).
La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF), a partire dall’anno successivo alla spesa sostenuta.
Come indicarlo nella dichiarazione dei redditi
Nel Modello 730/2027 (per spese sostenute nel 2026), il Bonus mobili andrà indicato nel Quadro E – Sezione III A, all’interno dei campi relativi alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
È importante:
- indicare correttamente la quota annuale spettante;
- associare la detrazione al codice catastale dell’immobile ristrutturato;
- compilare anche i campi relativi ai lavori di ristrutturazione da cui deriva il diritto al bonus mobili.
In caso di dichiarazione precompilata, è comunque consigliabile verificarne la correttezza, soprattutto per quanto riguarda la corretta imputazione delle spese e la tracciabilità dei pagamenti.
Bonus mobili novità 2026: cosa cambia rispetto al 2025
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la proroga del Bonus mobili anche per l’anno in corso, ma ha introdotto alcune modifiche significative rispetto all’anno precedente. Le variazioni riguardano principalmente il tetto massimo di spesa, alcuni adempimenti tecnici e il coordinamento con altri bonus edilizi.
Ecco in dettaglio cosa cambia nel 2026.
Variazione del tetto massimo di spesa
Il cambiamento più rilevante riguarda il limite massimo di spesa su cui calcolare la detrazione:
| Anno | Tetto massimo spesa | Detrazione massima (50%) |
| 2023 | 8.000 € | 4.000 € |
| 2025 | 8.000 € | 4.000 € |
| 2026 | 5.000 € | 2.500 € |
La riduzione a 5.000 euro rappresenta un ritorno ai livelli precedenti al 2023 e comporta un abbattimento del beneficio potenziale per il contribuente. Tuttavia, resta la possibilità di usufruire della detrazione per ciascuna unità immobiliare ristrutturata, anche nel caso di seconde case.
Obbligo rafforzato di comunicazione ENEA per gli elettrodomestici
Nel 2026, l’obbligo di comunicazione all’ENEA è stato esteso e reso più stringente:
- Devono essere comunicati tutti gli acquisti di grandi elettrodomestici agevolati con Bonus mobili;
- È richiesto l’invio della scheda tecnica, dell’etichetta energetica e della data di installazione;
- La comunicazione deve avvenire entro 90 giorni dall’acquisto o dalla posa in opera del bene;
- L’omissione può comportare la decadenza dalla detrazione.
È previsto un portale ENEA dedicato, operativo dal 15 gennaio 2026, per l’invio delle informazioni richieste.
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Conclusione: conviene davvero sfruttare il Bonus mobili 2026?
Il Bonus mobili 2026 si conferma una misura concreta per incentivare l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in fase di ristrutturazione edilizia.
Pur con il tetto di spesa ridotto rispetto agli anni precedenti, resta un’opportunità fiscale vantaggiosa, in particolare per chi desidera riqualificare l’ambiente domestico con arredi nuovi e funzionali, approfittando della detrazione del 50%.
A patto di rispettare i requisiti tecnici e documentali, è possibile ottenere un recupero fiscale significativo, distribuibile in 10 anni, per spese che normalmente graverebbero interamente sul bilancio familiare o del singolo contribuente.
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FAQ – Bonus mobili 2026
Chi può beneficiare del Bonus mobili 2026?
Possono beneficiare del Bonus mobili 2026 tutti i contribuenti soggetti all’IRPEF, proprietari o detentori (anche in affitto o comodato) di un immobile ad uso residenziale, a condizione che abbiano avviato interventi di ristrutturazione edilizia sulla stessa unità immobiliare prima dell’acquisto dei beni.
Il Bonus mobili 2026 vale anche per le seconde case?
Sì. Il bonus si applica anche alle seconde case, purché siano oggetto di lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia e siano classificate come unità abitative residenziali.
Quali mobili si possono acquistare con il Bonus mobili 2026?
Sono agevolabili tutti i mobili nuovi destinati all’arredo dell’immobile ristrutturato, come letti, armadi, comodini, librerie, tavoli, sedie, divani e madie. Non rientrano nel bonus i mobili da giardino, i tendaggi, i complementi d’arredo decorativi o gli arredi usati.
Il bonus include anche gli elettrodomestici?
Sì, purché si tratti di grandi elettrodomestici nuovi (frigoriferi, forni, lavatrici, lavastoviglie ecc.) con classe energetica non inferiore a:
- Classe E per frigoriferi, lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie;
- Classe A per i forni;
- Nessuna classe minima per i piani cottura elettrici (ma documentazione obbligatoria).
È obbligatoria la comunicazione ENEA per il Bonus mobili?
Sì, nel caso di acquisto di grandi elettrodomestici, è obbligatorio trasmettere la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla data di acquisto o installazione.
La mancata comunicazione può comportare la perdita del diritto alla detrazione.
Come si effettua il pagamento per ottenere il bonus?
Il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili, ovvero:
- Bonifico parlante (con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del venditore),
- Carta di credito o di debito.
Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o finanziamenti non tracciati.
Quali sono i limiti di spesa per il Bonus mobili 2026?
Il tetto massimo di spesa per il 2026 è pari a 5.000 euro per unità immobiliare ristrutturata, con una detrazione IRPEF del 50%, suddivisa in 10 rate annuali di pari importo.
È possibile usare il Bonus mobili senza ristrutturazione?
No. Il Bonus mobili è subordinato all’avvio di un intervento edilizio agevolabile ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro, ecc.).
Non è sufficiente acquistare mobili per ottenere la detrazione in assenza di lavori.
Posso accedere al bonus se utilizzo lo sconto in fattura per la ristrutturazione?
Sì. Anche se la ristrutturazione è stata pagata con sconto in fattura o cessione del credito, il bonus mobili può essere richiesto se i mobili sono acquistati con fondi propri e pagati con modalità tracciabile dal soggetto avente diritto.


